NewsCONCESSIONI BALNEARI: PRESENTATO IL BANDO-TIPO

1 Ottobre 2026
Concessioni balneari: pronta la bozza del bando-tipo nazionale

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha presentato alla Conferenza Unificata la bozza del bando-tipo nazionale per l’affidamento delle concessioni balneari a finalità turistico-ricreative, destinato a costituire il riferimento per gli enti concedenti nella predisposizione delle relative procedure di gara.

Il documento, ancora in fase di definizione, si inserisce nel percorso avviato con il D.L. 11 marzo 2026, n. 32, convertito con modificazioni dalla Legge 8 maggio 2026, n. 71, con l’obiettivo di favorire condizioni omogenee di affidamento delle concessioni sull’intero territorio nazionale.

Concessioni balneari: durata da 5 a 20 anni

Uno degli aspetti principali contenuti nella bozza riguarda la durata delle nuove concessioni, che potrà essere stabilita in un periodo compreso tra 5 e 20 anni.

Il bando-tipo dovrà fornire agli enti concedenti un quadro comune per disciplinare le procedure, pur lasciando alle singole amministrazioni la definizione di alcuni elementi in relazione alle caratteristiche delle aree e delle concessioni interessate.

Gare entro il 30 giugno 2027

Le procedure di gara dovranno essere avviate mediante la pubblicazione del relativo bando almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli concessori e, in ogni caso, entro il 30 giugno 2027.

Durante lo svolgimento delle procedure dovrà essere assicurata la continuità dei servizi: i titoli concessori in essere continueranno pertanto a produrre effetti fino all’effettivo subentro del nuovo concessionario.

Come saranno aggiudicate le concessioni

La bozza individua quale criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto tra qualità e prezzo.

Particolare rilevanza sarà attribuita alla componente tecnica dell’offerta: secondo lo schema attualmente disponibile, infatti, il peso attribuito all’offerta economica non potrà essere superiore al 10% del punteggio massimo previsto per l’offerta tecnica.

I singoli bandi potranno inoltre prevedere specifici criteri premiali, ad esempio a favore:

  • delle piccole e medie imprese;
  • delle imprese che adottano clausole sociali finalizzate alla stabilità occupazionale;
  • di proposte caratterizzate da una maggiore qualità dei servizi e delle strutture offerte.

La configurazione definitiva dei criteri dovrà comunque essere verificata sul testo conclusivo del bando-tipo.

Limiti alla concentrazione delle concessioni

Tra gli obiettivi dello schema figura anche quello di assicurare una più ampia partecipazione alle procedure e limitare fenomeni di concentrazione.

La bozza prevede pertanto limiti al numero di lotti ai quali uno stesso operatore potrà partecipare, differenziati in funzione della tipologia di concessione.

Non dovrebbero essere ammesse offerte da parte di soggetti che abbiano già raggiunto il numero massimo di lotti previsto dal bando per la relativa tipologia concessoria.

Indennizzo al concessionario uscente

Particolare attenzione è dedicata alle modalità di avvicendamento tra il concessionario uscente e quello subentrante, con l’obiettivo di assicurare la continuità delle attività e favorire, ove possibile, il riutilizzo delle attrezzature e delle opere amovibili esistenti.

Secondo la bozza illustrata, il concessionario subentrante dovrà riconoscere all’operatore uscente un indennizzo determinato considerando:

  • il valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione;
  • quanto necessario ad assicurare un’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni.

Gli importi dovranno essere determinati sulla base della documentazione disponibile, secondo criteri da definire con apposito decreto ministeriale, e attraverso una perizia asseverata.

Accessibilità degli stabilimenti e qualità dei servizi

Lo schema del bando-tipo contiene una serie di indicazioni relative alle caratteristiche dei servizi offerti dagli stabilimenti.

Tra i requisiti indicativi richiamati figurano interventi diretti a migliorare l’accessibilità delle strutture alle persone con disabilità, come servizi igienici accessibili, docce dotate di adeguati spazi di manovra e percorsi pedonali che consentano l’accesso ai servizi e alla battigia.

Vengono inoltre disciplinate le spiagge libere attrezzate, per le quali sono previste strutture di dimensioni contenute, facilmente amovibili e compatibili con la disciplina urbanistica e demaniale.

Un modello nazionale per uniformare le procedure

Il bando-tipo rappresenta il risultato di un percorso di confronto avviato dal MIT con Regioni, Comuni ed enti territoriali già nella primavera del 2026.

Il Ministero aveva infatti avviato il tavolo tecnico nell’aprile 2026, indicando tra gli obiettivi principali la definizione di regole uniformi in materia di criteri di selezione, valutazione delle offerte e indennizzi. Nel mese di luglio il confronto è stato esteso alle associazioni di categoria, in vista della definizione dello schema da sottoporre alla Conferenza Unificata.

Prossimi step

La versione del bando-tipo presentata alla Conferenza Unificata costituisce, allo stato attuale, una bozza e non il testo definitivo del modello.

Occorrerà pertanto attendere la conclusione del confronto istituzionale e l’approvazione della versione definitiva per conoscere nel dettaglio le disposizioni che gli enti concedenti dovranno recepire nelle singole procedure.

Per le imprese del settore turistico-balneare diventa comunque importante iniziare a valutare con attenzione i possibili effetti delle nuove regole, sia sotto il profilo della partecipazione alle future gare, sia con riferimento alla valorizzazione degli investimenti effettuati, agli eventuali indennizzi e alla predisposizione di progetti tecnici competitivi.

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Link di riferimento MIT

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