Iperammortamento 2026–2028: più tempo per investire e nuove tecnologie agevolabili
L’iperammortamento si prepara a entrare in una nuova fase.
Con l’emendamento governativo all’articolo 94 della Legge di Bilancio 2026, la misura viene profondamente rivista con un obiettivo chiaro: garantire continuità e certezza alle imprese che pianificano investimenti tecnologici di medio periodo.
La principale novità è l’estensione dell’orizzonte temporale fino al 30 settembre 2028, una scelta che rafforza la capacità di programmazione delle aziende e rende l’incentivo più coerente con i tempi reali di valutazione, progettazione e implementazione degli investimenti 4.0.
Aliquote confermate e maggiore prevedibilità
La riformulazione dell’iperammortamento conferma le aliquote base del 180%, 100% e 50% sui tre scaglioni di investimento, superando i meccanismi di maggiorazione legati alla riduzione dei consumi energetici.
Una semplificazione che consente di mantenere sostenibile l’impatto sui conti pubblici e, al contempo, di finanziare l’estensione temporale della misura, offrendo alle imprese un orizzonte di programmazione quasi triennale, particolarmente rilevante per investimenti che richiedono tempi adeguati di analisi, pianificazione e realizzazione.
Focus sulla filiera europea
L’accesso all’iperammortamento viene ora subordinato all’acquisto di beni prodotti nell’Unione europea, in linea con le strategie di autonomia industriale e rafforzamento delle filiere continentali.
Per i beni materiali, il vincolo di origine richiederà una valutazione attenta in alcune filiere ad alta specializzazione. In ambiti come la componentistica elettronica, la robotica avanzata e l’automazione industriale, la produzione europea è più limitata, con possibili effetti sui costi di approvvigionamento che potrebbero incidere sul beneficio fiscale, in particolare per le PMI con minore potere contrattuale.
Per i beni immateriali dell’allegato B, il tema dell’origine geografica richiederà chiarimenti applicativi, considerata la natura globale dello sviluppo software e delle piattaforme digitali. Il decreto attuativo avrà quindi un ruolo chiave nel definire criteri compatibili con l’evoluzione dei modelli tecnologici e cloud.
Aggiornamento degli Allegati A e B: più opportunità per l’innovazione
Un elemento di particolare interesse per le imprese è l’aggiornamento degli allegati A e B della legge n. 232/2016, finalmente allineati alle tecnologie oggi più diffuse e strategiche.
In particolare, vengono inclusi nel perimetro agevolabile:
- l’intelligenza artificiale generativa e i Large Language Models;
- le piattaforme di digital twin conformi alla norma ISO 23247;
- i sistemi di cybersecurity OT/IT in linea con la direttiva NIS 2;
- le soluzioni per il Digital Product Passport.
Si tratta di un ampliamento rilevante, che consente di sostenere investimenti già centrali nei percorsi di digitalizzazione, automazione e compliance normativa delle imprese.
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Fonte: Il Sole 24 Ore del 18/12/2025


